Fare i roventini è un’arte ormai scomparsa. Pare che l’ultimo "roventinaio" di professione fosse un certo Luigi Acciaioli detto ”Gigi de’ Pallai” di Sesto Fiorentino. A suo figlio dobbiamo questa ricetta, laboriosa, ma squisita. Alla base di tutto c'è Ia cosiddetta ”Pappa”. In un tegame capace fate soffriggere 5 cucchiai d’olio, due spicchi d’aglio e un rametto di rosmarino. Aggiungete quindi 200 grammi di budelline…

Il vero musciame (o mosciame) è costituito da strisce di delfino messe in salamoia per un giorno e poi fatte seccare al sole per circa una settimana. Era un Cibo tradizionale che i marinai versiliesi usavano preparare a bordo delle navi quando capitava di pescare un delfino. AI posto del pane usavano però le gallette bagnate con acqua di mare. Oggi la pesca di questo…

L’unico olio d’oliva veramente raccomandabile, è quello che Ia legge comunitaria Chiama ”Olio d'oliva vergine extra”. Secondo detta normativa quest’olio deve avere un’acidità inferiore all’uno per cento (1%) Il tipo denominato ”Olio d’oliva” è invece una miscela (le proporzioni non sono indicate dalla legge) di olio lampante raffinato e olio d’oliva vergine. Quest’olio ha un’acidità che può raggiungere I’1,5%. Non vi è quindi dubbio sul…

Avrete notato che in quasi tutte le ricette di crostini ci sono i capperi. Questo ingrediente è perfettamente in linea con le tradizioni toscane dal momento che nelle campagne, fin dai tempi più remoti, vi è sempre stata ampia disponibilità di capperi sotto sale. I fegatini, specie di pollo, hanno un sapore un po’ dolciastro e talvolta stucchevole, per cui I’aspro dei capperi è molto…

Un tempo non si mangiava nei piatti. L’uso di avere un piatto individuale dove appoggiare i cibi è infatti abbastanza recente. Basta osservare i quadri che rappresentano i banchetti rinascimentali per accorgersi che le tavole erano praticamente vuote. Si portavano Ie carni e i pesci in grandi vassoi dai quali ognuno prendeva ciò che desiderava, lo mangiava e semmai lo posava su fette di pane.…

Anche se il carciofo non è di pretta origine toscana (non se ne parla negli antichi testi di cucina del Trecento), è però certo che nella seconda metà del ‘400 la coltivazione di quest’ortaggio era già diffusa nella nostra terra.

È un pecorino a latte crudo che può essere consumato sia fresco che stagionato, ma deve il suo aroma e il suo sapore proprio alle particolari modalità di stagionatura. La tradizionalità del pecorino delle Balze Volterrane è legata all’utilizzo di latte crudo, e all’impiego, nella stagionatura, di cenere, grano o erba fresca. http://dopigp.arsia.toscana.it/index.php

È un formaggio dolce a pasta tenera o semidura, ricavato esclusivamente da latte di pecora intero. Le forme hanno un peso medio di 2 kg. Il latte impiegato proviene da ovini di razze autoctone (in particolare la massese) allevati nel territorio del Parco secondo le regole della pastorizia tradizionale. La tecnica di produzione è rimasta invariata da parecchi anni. La selezione delle razze, la cura…