L’aglio in Toscana, massese e rosso maremmano

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L’aglio (Allium sativum L.) è una pianta coltivata bulbosa, assegnata tradizionalmente alla famiglia delle Liliaceae,

Il suo utilizzo primo è quello di condimento, ma è ugualmente usato a scopo terapeutico per le proprietà congiuntamente attribuitegli dalla scienza e dalle tradizioni popolari.
fonte Wikipedia.

In Toscana si producono ottimi agli, è infatti considerato prodotto tipico l’aglio massese, color bianco sporco, al cui produzione è appunto nella provincia di Massa e Carrara

Lo si coglie ad aprile, maggio e giugno, lo si intreccia in quella forma particolare detta “forcone” e lo si appende in cucina per insaporire i cibi.  Cresciuto vicino al mare, ha un sapore dolciastro.

Più piccolo di dimensioni, rispetto all’aglio comune, profumatissimo e di colore intenso, è l’aglio rosso maremmano, coltivato in provincia di Grosseto; serve soprattutto per aromatizzare i salumi.

Secondo la tradizione toscana e non solo, l’aglio possiederebbe anche grande capacità di debellare i vermi dell’intestino, nonchè, per il suo contenuto di solfuro di allile, forti qualità afrodisiache. 

Da sempre mazzi di agli legati con un filo rosso a capi del letto o fuori casa proteggono dal malocchio.

Durante il medioevo il popolino consumava l’agliata che era una salsa, ma anche una minestra, dove vi si intingevano fette di pane dopo aver cotto l’aglio con un brodo di carne.

Quanto alla diceria che l’aglio renda l’alito di chi l’ha mangiato forte e fastidioso a chi sta vicino, va ricordato che Alfonso di Castiglia, nel 1303, promulgò un decreto che vietava l’accesso a corte ai cavalieri che avevano mangiato aglio o cipolla.

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